Cheratosi attinica

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Cos’è una cheratosi attinica?

La cheratosi attinica (CA), conosciuta anche come cheratosi solare, è una lesione cutanea squamosa o crostosa. Appare, solitamente, sulle aree del corpo più frequentemente esposte al sole come il viso, le orecchie, il cuoio capelluto, le labbra, il dorso delle mani e degli avambracci, le spalle e il collo. Si parla comunemente di cheratosi attiniche perchè sono normalmente presenti in numero superiore ad uno nello stesso paziente.

Inizialmente le lesioni sono così piccole da essere riconosciute più al tatto che visivamente. Il paziente ha l’impressione di passare le dita su una superficie ruvida. Per lo più, le cheratosi attiniche hanno un lento sviluppo e raggiungono dimensioni comprese tra i 3 e i 6 mm. A volte regrediscono spontaneamente per poi ricomparire in un momento successivo. La maggior parte sono rossastre, ma alcune possono presentare un colore marrone chiaro o scuro, rosa o una combinazione di questi, o avere lo stesso colore della cute normale. Occasionalmente, possono associarsi a prurito o tensione. Inoltre, possono infiammarsi ed essere circondate da rossore. In casi rari, le cheratosi attiniche possono sanguinare.

La presenza di una cheratosi attinica costituisce un indicatore di una eccessiva esposizione al sole e di un conseguente danno attinico per cui allerta sul rischio per il paziente di sviluppare un qualsiasi cancro cutaneo, non solo il carcinoma spinocellulare.

Incidenza

La cheratosi attinica è la  forma più comune di precancerosi cutanea.

Le stime attuali sull’incidenza della cheratosi attinica indicano che colpiscono circa il 5% della popolazione. Ma la probabilità di sviluppare, invecchiando, una o più di queste comuni forme di precancerosi nelle persone con carnagione chiara, capelli rossi o biondi ed occhi blu, verdi o grigi, se si espongono al sole per lunghi periodi, arriva al 60% a 40 anni e all’80% a 60 anni.

L’incidenza di questa patologia è leggermente più alta negli uomini, poichè essi tendono a trascorrere più tempo al sole e ricorrono meno all’uso di filtri solari. Afroamericani, Ispanici, Asiatici e, in generale, le persone con carnagione scura non presentano lo stesso rischio di sviluppare cheratosi attiniche come i Caucasici.

Perchè la cheratosi attinica è pericolosa?

La cheratosi attinica può rappresentare la lesione iniziale da cui può svilupparsi un carcinoma spinocellulare ed è pertanto definita come “precancerosi”. Sebbene la maggior parte delle cheratosi attiniche rimanga benigna, alcuni studi hanno evidenziato che circa il 10% di esse può evolvere in carcinoma spinocellulare. Questa percentuale può non sembrare così alta ma in realtà è comunque significativa. Infatti circa il 40-60% dei carcinomi spinocellulari inizia con una cheratosi attinica non trattata e può invadere i tessuti circostanti. Il 2-10% di questi tumori può dare metastasi ad organi interni esponendo così il paziente a pericolo di vita.

Un’altra forma di cheratosi attinica, la cheilite attinica, si sviluppa sulle labbra e può anch’essa evolvere in carcinoma spinocellulare.

Più cheratosi presenta un paziente, maggiori sono le probabilità che una o più di esse evolva in un cancro cutaneo. Secondo alcuni studiosi, infatti, la cheratosi attinica va interpretata come un carcinoma spinocellulare in fase iniziale.

Qual è la causa?

La causa di quasi tutte le CA è una esposizione solare cronica. Il danno solare sulla pelle si accumula nel tempo; quindi anche una breve esposizione si somma alla esposizione totale di tutta la vita. Anche nei giorni nuvolosi il 70-80% di radiazioni solari passa attraverso le nuvole. Inoltre, non bisogna dimenticare le radiazioni solari riflesse dalla sabbia, dalla neve e da altre superfici riflettenti che vanno a sommarsi a quelle di un’esposizione diretta.

Le radiazioni ultraviolette emesse dalle lampade abbronzanti possono essere altrettanto pericolose; pertanto i dermatologi consigliano prudenza nell’abbronzatura artificiale.

Occasionalmente, la CA può essere causata da una significativa esposizione a raggi X o a sostanze chimiche specifiche.

A che età può comparire una cheratosi attinica?

Considerato che il tempo totale di esposizione al sole aumenta di anno in anno, è più probabile che le CA compaiano in persone anziane. Tuttavia, attualmente sono riportati casi di invidui intorno ai 20 anni che ne sono affetti. Inoltre, le CA sono diventate più comuni nelle persone intorno ai 50 anni. Alcuni studiosi sostengono che quasi tutte le persone con più di 80 anni hanno cheratosi attiniche.

Gli individui il cui sistema immunitario sia indebolito da chemioterapia, AIDS, trapianto d’organo o eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti presentano una minore capacità di difesa nei confronti dell’azione dei raggi solari e per questo hanno una maggiore probabilità di sviluppare cheratosi attiniche.

Come riconoscere una cheratosi attinica?

Di seguito sono riportati esempi di cheratosi attinica; è importante esaminare la propria pelle con regolarità per valutare l’eventuale presenza di lesioni simili. Tuttavia non è sempre così semplice riconoscerle: molte cheratosi attiniche, infatti, si presentano con caratteristiche differenti. Pertanto è sempre consigliabile, in caso di scoperta di una lesione cutanea inusuale, rivolgersi al proprio  dermatologo.

Perchè una cheratosi attinica deve essere trattata?

Pur essendo la CA una precancerosi, tuttavia non tutte le cheratosi evolvono in cancro. Purtroppo, non esiste un modo per prevedere l’evoluzione di una cheratosi attinica in carcinoma spinocellulare.

Inoltre un paziente con cute fotodanneggiatta non presenta mai solo una CA ma diverse e  sebbene esistano dei criteri clinici e dermoscopici, utilizzati dal dermatologo per intuire quali di esse sta evolvendo in Carcinoma Squamocellulare, rimane il problema di conoscere a priori quale cheratosi si trasformerà in Carcinoma Squamocellulare invasivo che potrebbe sviluppare metastasi.

Inoltre, è stato dimostrato che per ogni CA visibile a apprezzabile sulla pelle sono già presenti almeno altre 10 manifestazioni subcliniche, manifestazioni non percepibili ad occhio nudo o alla palpazione perché localizzate al di sotto della superficie cutanea le quali presentano già le alterazioni genetiche della CA.

Per questo motivo è stato introdotto il concetto di campo di cancerizzazione per descrivere le aree cutanee limitrofi alle CA il quale deve essere trattato evitando l’errore di limitarsi alla terapia della singola lesione.

TRATTAMENTI

Terapia topica

Creme e soluzioni sono molto efficaci, sia applicate in monoterapia che in combinazione con altre terapie, nel trattamento di pazienti che hanno molte cheratosi attiniche.

  • Diclofenac: è un farmaco anti-infiammatorio non steroideo usato in combinazione con acido ialuronico, un componente normalmente presente nel corpo; è formulato in gel e viene applicato 2 volte al giorno per 2-3 mesi. Il diclofenac previene la risposta infiammatoria ed è pertanto ben tollerato, mentre l’acido ialuronico ritarda l’assorbimento del diclofenac, permettendo così che si raggiungano alte concentrazioni nella cute. Questo trattamento viene di solito usato in pazienti che mostrano ipersensibilità nei confronti degli altri trattamenti topici.
  • Imiquimod: formulato in crema al 5%, approvato dalla FDA, agisce con un meccanismo differente; stimola, infatti, il sistema immune a produrre interferone, un mediatore in grado di distruggere le cellule cancerose e precancerose. Deve essere massaggiato delicatamente sulla lesione 3 volte a settimana per 4 settimane. La crema è generalmente ben tollerata, sebbene si possa, talvolta, osservare la comparsa di rossore , lesioni ulcerative e dolore.
  • Inogenolo mebutato: sotto forma di gel in due dosaggi, 150 microgrammi/g per il trattaento delle cheratosi sul viso e 500 microgrammi/g per il trattamento delle cheratosi sul corpo. Il trattamento è molto più breve, richiedendo solo 3 giorni per le lesioni del viso e 2 giorni per quelle del corpo, ma la necrosi è massiva e si attraversa sempre una fase di intenso rossore con croste.

Crioterapia (criochirurgia)

Era la forma più comune di trattamento di CA, soprattutto in presenza di un numero di lesioni limitato. Non è necessaria nessuna incisione della cute né anestesia. L’azoto liquido viene applicato sulle lesioni mediante un batuffolo di cotone montato su un bastoncino o mediante una bomboletta spray in modo da congelarle. In seguito le lesioni diventano crostose e cadono da sole. Dopo il trattamento possono comparire un rossore e un gonfiore transitori e in alcuni pazienti potrebbe rimanere un esito acromico permanente.

Terapie combinate

Se un’unica terapia ha una buona efficacia, la combinazione di due terapie può garantire risultati ancora migliori; alcuni dei trattamenti descritti di seguito sono particolarmente efficaci se usati in combinazione o in sequenza. Questo approccio può, infatti, permettere sia di aumentare la percentuale di guarigione sia di ridurre la comparsa di effetti collaterali. Una o due settimane di trattamento con 5-FU seguite da crioterapia possono ridurre il tempo di guarigione previsto con l’applicazione di solo 5-FU e diminuire la probabilità che rimanga un esito acromico dopo la sola crioterapia.

Laserterapia

Il raggio di un laser CO2 o  viene diretto sulla cheratosi attinica al fine di rimuovere il tessuto lesionale senza causare sanguinamento. Questa rappresenta una buona opzione terapeutica per le lesioni in aree piccole o ristrette e, quindi, può essere particolarmente efficace per le cheratosi del volto e del cuoio capelluto e della cheilite attinica. Tuttavia, potrebbe essere necessaria un’anestesia locale e potrebbero rimanere esiti discromici. La terapia laser è utile per i pazienti che assumono anticoagulanti o per i pazienti nei quali altri trattamenti non siano risultati efficaci.

Terapia fotodinamica (PDT)

La PDT è utile soprattutto nel trattamento di lesioni multiple del volto e del cuoio capelluto. Il medico applica sulle lesioni acido 5-aminolevulinico (5-ALA), un agente fotosensibilizzante. Successivamente le aree medicate vengono esposte a luce LED di elevata intensità che attiva il 5-ALA. Il trattamento distrugge selettivamente le cheratosi attiniche con pochissimi danni alla pelle sana circostante, anche se spesso si manifesta rossore ed edema.

Come prevenire le cheratosi attiniche

Il modo migliore per prevenire le cheratosi attiniche è la protezione dal sole. Di seguito vengono riportati alcuni consigli particolarmente utili sulle abitudini da tenere per proteggersi dal sole.

  • Non esporsi al sole soprattutto tra le 10 del mattino e le 4 del pomeriggio.
  • Evitare le ustioni
  • Evitare l’abbronzatura solare e da lampade artificiali
  • Coprirsi con vestiti, cappelli a tesa larga e occhiali da sole
  • Usare un filtro solare sia per UVA che UVB con un fattore di protezione di almeno 15 ogni giorno. Per le attività all’aria aperta, usare un filtro resistente all’acqua con fattore di protezione di almeno 30.
  • Applicare una quantità di filtro solare adeguata (circa 2 cucchiai di prodotto) su tutto il corpo almeno 30 minuti prima di uscire. Riapplicare ogni 2 ore o dopo il bagno e dopo aver sudato eccessivamente.
  • Tenere i neonati lontano dal sole. I filtri solari dovrebbero essere usati solo su bambini di età superiore a 6 mesi.
  • Esaminare regolarmente tutta la propria pelle ogni mese.
  • Effettuare un controllo dermatologico ogni anno.

(Fonte: http://www.skincancer.org/)

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